Archivio mensile ottobre 2017

DiRedazione AquaGuide

Luffa cilindrica: la spugna che preserva i mari

La Luffa è una pianta originaria dell’Asia che da diversi anni viene coltivata anche nell’Italia meridionale. Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, la stessa famiglia delle zucchine ma a differenza di queste ha un portamento rampicante, arrivando a coprire una superficie anche di cinque metri. Pur avendo frutti commestibili se colti precocemente, la pianta è nota ed apprezzata principalmente come spugna vegetale. Il frutto infatti, a completa maturazione, si disidrata perdendo gran parte del peso e ciò che resta è esclusivamente il corpo fibroso che costituisce la spugna.

Il genere Luffa è costituito da più specie con diversa morfologia di frutti. La specie da noi presa in esame è la L. cylindrica, meglio nota anche come Luffa aegyptiaca.  Negli ultimi anni il mercato italiano deve far fronte ad una domanda in crescente aumento per questo prodotto, che rispecchia la rinnovata sensibilità del consumatore sempre più coinvolto dall’impatto ambientale insito nel processo produttivo e nella fase di smaltimento a fine vita del prodotto. L’Egitto risulta tra i più grandi produttori di questa pianta, di cui esportano perlopiù il prodotto finito: le spugne vegetali. La Luffa infatti, una volta essiccata, viene impiegata per la cosmesi naturale, l’igiene del corpo, la detergenza ecologica della casa, delle stoviglie e per la pulizia di superfici più delicate come per esempio vetri e carrozzerie di automobili. Difatti si è dimostrata resistente ai tensioattivi ed ai prodotti chimici comunemente utilizzati per l’igiene della casa.

Si tratta si un prodotto ecologico, naturale, compostabile – basta gettarla nell’umido ad esaurimento del ciclo di vita – multiuso, potendo essere messa in lavatrice per tornare come nuovo. Inoltre essendo un prodotto di origine vegetale, la sua domanda sul mercato è rivolta a quelle fetta sempre più ampia di consumatori che la preferiscono alle tradizionali spugne marine, con ricadute positive sulla tutela dell’ecosistema marino.

Per ottenere una spugna vegetale di Luffa occorre prendere un frutto essiccato, sbucciarlo dalla cuticola esterna, svuotarlo dai numerosi semi in esso contenuti e tagliarlo nel punto di nostro interesse, a seconda della zona più o meno fitta e morbida del frutto. Alcune zone, come per esempio l’estremità finale del frutto, sono ottime per realizzare spugne che richiedono una certa facilità di presa, ottime per eliminare lo sporco ostinato o per la pulizia delle stoviglie. La parte centrale invece è molto grande e permette di realizzare grosse spugne per il corpo, per la pulizia di grandi superfici o fette di spugna da utilizzare come esfolianti per rimuovere la pelle morta. Se si tagliano invece le fibre in modo longitudinale, soprattutto nella parte più morbida, si possono ottenere dei comodi dischetti per viso, ottimi come struccanti. Queste zucche potranno avere addirittura applicazioni biotecnologiche. Difatti la loro struttura reticolata fibrosa, dall’elevata porosità (79-93%) e dalla densità molto bassa, la rendono adatta per l’immobilizzazione cellulare.
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DiRedazione AquaGuide

Una rivoluzione silente è iniziata: vuoi partecipare anche te?

Per me l’Acquaponica è un’opportunità inestimabile per ridare dignità al lavoro, superando al contempo la dicotomia lavoro/salute e ambiente. La mia rivoluzione silente parte da qui; e la vostra?

<<I media, i politici, i genitori, gli insegnanti, gli anziani, i giovani, non fanno che ripetere che “ci hanno rubato il futuro”. Che poi verrebbe da chiedersi chi ha la responsabilità di questo ladrocinio.
Ognuno scarica la colpa sull’altro. I partiti sull’opposizione, i genitori sugli insegnanti e questi sui politici, i giovani sugli anziani e questi ultimi ci definiscono bamboccioni, reticenti al cambiamento. Il capro espiatorio per antonomasia comunque rimane l’immigrato: “lo straniero che ci viene a fregare il lavoro”.

La cosiddetta Generazione Y  vede nell’imprenditoria sociale l’unico mezzo per portare avanti una rivoluzione culturale che non determini depressione economica e violenza. Sono molti i giovani che nell’acquaponica intravedono le potenzialità di un’innovazione sociale ad ampio spettro, perché rappresenta uno dei tanti passi verso la realizzazione di comunità autosufficienti, non solo a livello energetico, ma anche in una produzione alimentare sostenibile. È una tecnologia alla portata di tutti che contribuirà a creare quei cerchi oceanici che teorizzava il Mahatma Gandhi nella sua visione economica: “realtà costituite da comunità di individui integrate in comunità sempre più ampie, fino a comprendere l’intera umanità.”>>

L’articolo di Giulia Di Crescenzo e la visione sociale innovativa dal punto di vista dei giovani.

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DiRedazione AquaGuide

Utilizzo e redditività dell’Acquaponica in progetti sociali

Studio Acquaponica sociale lavoro e occupazioneSegnaliamo questo studio italiano, al quale ha direttamente collaborato il nostro direttore, riguardante la redditività ed opportunità di un impianto acquaponico commerciale per dare lavoro e dignità a persone svantaggiate. A cura del Ministero italiano dello Sviluppo Economico e di Invitalia.

Studio di fattibilità per un’agricoltura sociale ed ecosostenibile attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati nell’ambito delle tecniche innovative in agricoltura

 

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