Acquaponica in Australia: il racconto di un protagonista

DiRedazione AquaGuide

Acquaponica in Australia: il racconto di un protagonista

Diventare più autosufficienti

Pesci in Acquaponica

In una vasca da 3.000 litri è possibile allevare fino a 100 pesci da 500 grammi l’uno.
Fonte della foto: articolo australiano linkato alla fine

Riportiamo all’attenzione dei nostri lettori questo articolo sull’Acquaponica in Australia come esempio di iniziativa che è partita nel 2000 (mentre in Italia soltanto nel 2009!).

Buona lettura!

<< Ci sono molteplici ragioni per cui un piccolo agricoltore comincia a considerare l’aquaponica. Una di queste e’ la mancanza di spazio ed un’altra e’ la carenza d’acqua. Una terza ragione potrebbe essere il desiderio di diventare più autosufficiente possibile per quanto riguarda la produzione di cibo fresco ed una quarta potrebbe essere la mancanza di tempo o di voglia di seminare, irrigare, fertilizzare e prendersi cura dell’orto.
Può sembrare strano pensare che un agricoltore possa avere poco spazio, ma se ad esempio una proprietà è di 4 ettari e vi si colloca un orto ed una casetta per gli attrezzi di proporzioni ragionevoli ed un piccolo stagno, qualche pecora o dei capi di bestiame e magari un pony per i bambini, potrebbe essere difficile ricavare anche un orticello di dimensioni decenti nello spazio che resta. In aggiunta e quali che siano le dimensioni della fattoria, la carenza d’acqua e’ un problema comune per gli allevatori.Come suggerisce il nome, l’acquaponica combina l’acquacoltura con l’idroponica, connubio che apporta benefici maggiori di quelli che possono derivare da ciascuna di queste componenti utilizzate singolarmente. Più semplicemente l’acqua contenuta in una vasca per pesci viene pompata in letti di crescita privi di terreno prima di ritornare nella stessa, purificata dai batteri contenuti nel substrato dei letti. Le piante beneficiano dell’acqua resa ricca di sostanze nutrienti dai pesci che a loro volta traggono beneficio dall’acqua ossigenata e depurata, che ritorna dai letti di crescita.

Con un sistema a circuito chiuso non c’è praticamente alcuno spreco e sia i pesci che le verdure crescono più rapidamente di quanto avviene con i sistemi convenzionali di coltivazione. I dati dimostrano inoltre che il sapore dei pesci e delle piante e’ anche migliore.

Joel Malcolm si e’ imbattuto nell’acquaponica nel 2000 mentre ricercava su Internet metodi alternativi per l’allevamento delle piante. Ispirato dalla scoperta di questa tecnica, da parte di una coppia americana, ha cominciato a sperimentare piccoli esempi di sistemi di aquaponica nel proprio giardino.

I vantaggi gli sono presto risultati evidenti e Joel ha continuato a sviluppare sistemi che hanno avuto un successo tale da trasformare quello che era cominciato come un hobby in un vero e proprio business, tanto da permettergli di aprire un centro espositivo a Jandakor vicino Perth (in Australia) – l’unico negozio di aquaponica nel mondo – dichiara Joel (N.d.R. Nel frattempo da quando è stato scritto questo articolo, sono nate altre realtà commerciali simili che hanno imitato Joel con successo).

Ci sono tre elementi essenziali per avere successo”, egli dice, “i pesci, le piante ed i batteri. I pesci espellono ammoniaca attraverso le branchie e mentre per le piante essa è inutilizzabile, due tipi di batteri presenti in natura, contenuti nei letti di crescita, la metabolizzano nell’acqua, trasformandola prima in nitriti e poi in nitrati che le piante possono utilizzare, allo stesso tempo essi depurano l’acqua prima che essa torni alla vasca dei pesci.”

Altri nutrimenti essenziali per la crescita delle piante come il potassio, il fosforo e il magnesio sono forniti dal cibo per i pesci e disciolti nell’acqua. Inoltre le feci dei pesci si scompongono in ulteriori sostanze nutritive per le piante.

Nell’acquacoltura convenzionale il problema di mantenere limpida l’acqua richiede che un 10% di essa venga pompata giornalmente via per eliminare le sostanze solide dalla vasca. Ciò significa che, nel caso di una vasca contenente 2.000 litri, un totale di 200 litri d’acqua viene consumato giornalmente. Anche se questa quantità venisse utilizzata per irrigare un giardino convenzionale, sarebbe più di quanto molti agricoltori potrebbero permettersi. L’uso di acqua in un impianto di acquaponica è molto ridotto e ammonta alla quantità d’acqua necessaria per sostituire quella persa a causa della traspirazione e dell’evaporazione.

Com’è fatto allora un sistema acquaponico?

Prima di tutto è sorprendentemente compatto. Un sistema che può fornire 50 kg. di pesce e più di 100 kg. di verdure in sei mesi – abbastanza da sfamare una famiglia di dimensioni modeste – può essere facilmente collocato sotto una tettoia per auto.

Le dimensioni della vasca/stagno/laghetto e dei letti di crescita possono adattarsi alle esigenze individuali e con qualche modifica possono essere tenuti sul balcone.

Tuttavia, un sistema che debba soddisfare le esigenze di un’intera famiglia necessita di una vasca di 2.000-3.000 litri con tre o quattro letti di crescita. Quest’ultimi vanno collocati più in alto rispetto alla vasca, innalzandoli oppure interrando parzialmente la vasca in modo da consentire all’acqua di scendere per gravità ad una piccola vasca di drenaggio che può essere usata anche come avannotteria fino a quando i pesci adulti vengono raccolti. L’acqua da qui viene poi ossigenata e pompata nuovamente nella vasca. Sollevare da terra i letti riduce inoltre il pericolo di organismi nocivi per i vegetali come le lumache.

Ulteriori accessori del sistema possono includere una batteria di emergenza per la pompa, un allevamento di lombrichi, nutriti con gli avanzi delle verdure, che servono poi da cibo per i pesci. Un pannello solare di 65 watt può infine ridurre o addirittura eliminare i già ragionevoli costi dell’elettricità.
Ogni ora i letti di crescita vengono irrigati con l’acqua proveniente dalla vasca. La pompa si ferma quando l’acqua contenuta nella vasca raggiunge il livello determinato da un interruttore galleggiante e l’acqua torna poi nella vasca entro un’ora prima di essere nuovamente pompata.

La forma delle vasche è solitamente circolare o rettangolare o comunque tale da facilitare l’allevamento dei pesci.

I letti di crescita sono riempiti fino a 30 cm. con un substrato di crescita che può virtualmente essere qualsiasi materiale inerte. La ghiaia, il blue metal (N.d.R. Un aggregato di roccia utilizzato in Australia per l’edilizia) la diatomite, l’argilla espansa sono comunemente utilizzati.

L’argilla espansa è probabilmente il materiale migliore ma anche il più costoso” spiega Joel (N.d.R. In Australia ma non in Italia!). “Il blue metal è più economico ma anche più pesante e duro da lavorare”. Un impianto idraulico normale, una piccola pompa da 200 watt e una coppia di areatori completano il sistema.

Il tipo di pesce scelto dipende dal clima e dalle preferenze personali. Joel alleva trote nei mesi più freschi ma, essendo Perth troppo calda per loro d’estate, in quel periodo coltiva i barramundi. “Sei mesi sono sufficienti per produrre un pesce di 500 gr. partendo da un avannotto di 50 gr.”, dice Joel. “I pesci hanno una grande capacità di conversione alimentare: essendo animali a sangue freddo e perchè sono immersi nell’acqua, non devono sostenere il loro peso (N.d.R. E quindi non consumano gran parte del cibo ingerito per produrre energia necessaria per contrastare la forza di gravità e per mantenere una temperatura corporea). Le trote hanno un coefficiente di conversione alimentare di 1,2:1.

Con questo sistema una vasca di 3.000 litri può contenere fino a 100 pesci.

Alcuni preferiscono allevare pesci ornamentali come i pesci rossi o le carpe koi mentre altri scelgono il pesce persico, la black bream, i gamberi di acqua dolce australiani (gli yabbies) o le anguille.

Ethel Creek Station, vicino a Newman, nella regione di Pilbara di WA (in Australia), ha installato un grande impianto acquaponico” spiega Joel. “E’ un metodo ideale per loro per avere una fornitura costante di verdure durante la stagione secca.”.

Al di là dell’oceano ci sono impianti acquaponici in Alaska e nelle regioni desertiche degli USA.

Ad eccezione della pulizia dell’impianto idraulico prima di ripiantare per rimuovere le radici che potrebbero essere cresciute nelle tubature del letto di crescita, Joel impiega solo pochi minuti al giorno per la gestione del suo impianto. “Ci vogliono meno di 5 minuti per dar da mangiare ai pesci e controllare che tutto funzioni a dovere” spiega Joel “e, se devo allontanarmi, i pesci resistono senza cibo anche per due giorni”.

I coltivatori commerciali stanno cominciando a capire i vantaggi dell’acquaponica su larga scala e Joel ha recentemente installato un sistema di zattere di polistirolo forate che galleggiano in due canali di 20 m. x 2,5 m. che consentiranno la maturazione continua di 500 lattughe ogni settimana. Coltivate con metodi convenzionali queste richiederebbero maggiori quantità di terra, di acqua, di lavoro e di tempo per raggiungere la maturazione.

Come sostiene Joel “l’acquaponica ha decisamente più senso”.>>

Traduzione e adattamento dell’articolo originale pubblicato nel maggio 2009.

Si ringrazia Michela Calcatelli per la collaborazione.

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