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Giugno 2005

 

Salerno: oltre 50 milioni per il rilancio della pesca e dell'acquacoltura
24-6-2005

Oltre 33 milioni di euro già finanziati e altri 20 milioni di euro in arrivo: la Provincia di Salerno punta sulla pesca. Lo ha fatto nel triennio 2002/2004, con l'approvazione di 93 progetti finanziati con i fondi SFOP nell'ambito dei POR Campania 2000-2006, e con contestuale concessione di contributi in conto capitale pari a euro 33.500.000,00 circa, e lo farà, nel periodo 2004-2005,con l'approvazione, in corso, di 50 decreti dirigenziali, per un totale di contributi da erogare pari ad euro 20.000.000,00 circa.
A dare la notizia, il presidente della Provincia, Angelo Villani, in occasione dell'illustrazione degli interventi realizzati attraverso i cofinanziamenti attivati con i fondi strutturali europei, Por Campania 2000-2006 (SFOP). Nel dettaglio 9, per quanto riguarda “l’adeguamento infrastrutturale ed attrezzaggio porti pescherecci” sono i progetti approvati e finanziati, per un importo complessivo di altre 12.000.000,00 euro, relativi ad altrettanti scali pescherecci della provincia di Salerno.
Un progetto, per un importo di 591 mila 562,13 euro è stato approvato e finanziato per la costruzione di mercati ittici, mentre 25 progetti, per un importo di 14.000.000,00 euro, sono stati approvati e finanziati per “impianti di acquicoltura e maricoltura”. Ed ancora, 9 progetti (180.000 euro), sono stati destinati alla pescaturismo, e 3 progetti (170.000 euro) sono stati approvati e finanziati per lo “sviluppo dei sistemi di gestione integrata della qualità negli impianti di acquicoltura”.
“Ammodernamento imbarcazioni da pesca” e “cancellazione sistemi di pesca impattanti”, sono, invece, al centro di 46 progetti approvati e finanziati per un importo complessivo di circa 6 milioni e 600 mila euro.

Fonte:Salerno notizie

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Cresce il numero di aziende di acquacoltura biologiche certificate
24-6-2005

ICEA, il maggior organismo di controllo del biologico in Italia, ha chiuso il suo quarto anno di attività.
Cala il numero di agricoltori controllati, ma incrementano complessivamente le attività con Dop, igp e stg, tessile, acquacoltura, ristorazione collettiva, Eurep-Gap, bio architettura, mobili ecologici ecc.

Nel 2004 sono stati perfezionati sia il manuale operativo sia i regolamenti di certificazione di tutti gli schemi gestiti da ICEA, sia in campo volontario che regolamentato, ossia: controllo e certificazione Standard AiabAccredited sulla base dei nuovi standard comuni italiani riconosciuti Ioas/Ifoam; controllo e certificazione prodotti tipici (dop, igp e stg); controllo e certificazione acquacoltura biologica standard Aiab/Ifoam; controllo per la ristorazione collettiva dei pasti per celiaci; controllo e certificazione Fsc in collaborazione con Icila; controllo e certificazione Eurep-Gap, Brc, Ifsis in collaborazione con Csqa; controllo e certificazione in architettura bioecologica con Anab; controllo e certificazione mobile ecologico con Anab; nell’ambito della certificazione SA 8000, adesione al Network Lavoro Etico di Forlì.

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Agevolazioni di Stato per i settori della pesca e dell'acquacoltura
24-6-2005

Aumentano le agevolazioni e gli aiuti finanziari per i settori dell´acquacoltura e della pesca, che vedrà anche incentivati i controlli e la vigilanza attraverso l´istituzione del Reparto pesca marittima (RPM) del Corpo delle Capitanerie di porto dipendente dal Ministero delle politiche agricole e forestali.

I nuovi aiuti sono contenuti nel Decreto legislativo n.100/2005 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 136 del 14 giugno 2005), che entrerà in vigore il 29 giugno 2005; gli interventi si articolano soprattutto sul piano della prevenzione contro i danni causati dalle calamità naturali e da eccezionali eventi legati al mal tempo. A tal fine, nel provvedimento è stata prevista la nascita di un fondo speciale di solidarietà nazionale della pesca e dell´acquacoltura e la concessione di contributi sui premi assicurativi stipulati dagli operatori. Tra gli obiettivi del fondo, si trova anche quello di favorire la stipula di polizze assicurative da parte degli imprenditori ittici e dell´acquacoltura per coprire i rischi relativi a gravi danni alle strutture al valore della produzione (compreso l´affondamento del natante) derivati anche dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. Affidato sempre a tale fondo, inoltre, il compito di risarcire gli eredi diretti dei marittimi imbarcati sulle navi da pesca o degli addetti agli impianti di acquacoltura in mare, deceduti per cause di servizio od a seguito di affondamento delle unità da pesca o asservite ad impianti.

Per il pagamento dei premi, lo Stato ha previsto la concessione di contributi agli imprenditori ittici e dell´acquacoltura fino all´80 per cento del costo per contratti assicurativi che prevedano un risarcimento per danni da calamità naturali, fino al 50 per cento se il contratto preveda anche coperture per danni causati da avverse condizioni non assimilabili alle calamità naturali.

Le polizze possono essere sottoscritte sia individualmente, sia collettivamente dalle imprese di pesca in qualsiasi forma giuridica costituite, dalle loro associazioni nazionali riconosciute legalmente e dalle cooperative di pesca e loro consorzi.

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