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Allevare gamberi in cortile!
by Davide Di Crescenzo
21-01-2002
Da quando ho pubblicato online le mie esperienze passate di allevamento sperimentale ed artigianale del gambero di acqua dolce, numerose persone mi hanno scritto per ottenere maggiori informazioni al riguardo. In genere la prima domanda che mi viene rivolta riguarda l'estensione del terreno ed il quantitativo di acqua necessari per poter far crescere questi animali. Quando la domanda viene motivata dal desiderio dichiarato di ricavarne anche un'attività redditizia, la risposta rappresenta spesso una doccia fredda per il richiedente allorquando lo informo sulle centinaia di metri quadrati necessari per avviare un semplice impianto pilota, adatto giusto per iniziare a farsi le ossa con questo particolare ramo zootecnico. L'esigenza degli animali di essere allevati in un minimo spazio orizzontale vitale e la loro abitudine a cibarsi dei loro simili in determinate situazioni, costringono gli allevatori ad utilizzare vasche spaziose e dotate di numerosi rifugi artificiali e naturali posti sul fondo. Non ci sono allora speranze di poterli allevare nel proprio cortile di casa? Gli americani sostengono il contrario e lo dimostrano crescendo in casa una varietà di animali acquatici fra i quali i nostri crostacei. Naturalmente in questo caso l'obiettivo dell'allevatore casalingo è soltanto quello di produrre un alimento ad uso familiare oppure per vendere giovani esemplari da destinare agli acquari. In America è stato anche coniato un termine per questo particolare tipo di allevamento cittadino: Urban Aquaculture. Ogni anno alla già folta schiera di appassionati allevatori cittadini si continuano ad unire persone che hanno situato nel loro giardino piccole serre dove allevano pesci Tilapia, carpe Koi, granchi e gamberi di acqua dolce, da veicolare i primi sul mercato dell'acquariofilia mentre i secondi vanno ad imbandire le tavole familiari. Il segreto di tutto ciò risiede nella possibilità attuale offerta dai sistemi di ricircolo dell'acqua i cui filtri sono molto efficaci nel rimuovere le sostanze tossiche dall'acqua, conservandone allo stesso tempo una buona qualità. L'inquinamento ambientale, il costo dell'energia, la mancanza di sufficiente acqua, le normative in materia di gestione delle acque di scarico ed il costo del terreno sono fattori limitanti per lo sviluppo dell'acquacoltura in nuove aree e corsi d'acqua. I sistemi ad acqua ricircolata al contrario possono offrire una possibile soluzione alternativa a condizione di utilizzarli per impianti di dimensioni contenute. Uno schema di base di un sistema a ricircolo comprende una vasca di allevamento, un filtro biologico (biofiltro), un aeratore per la fornitura di ossigeno e una pompa per muovere l'acqua. Il cuore dell'impianto è il filtro che lavora continuamente pulendo meccanicamente e biologicamente l'acqua che vi passa attraverso. Senza la sua azione gli animali ospitati nella vasca morirebbero avvelenati dai loro stessi prodotti metabolici di rifiuto (ammoniaca e nitriti ad esempio). Esistono diversi tipi di filtri biologici: alcuni sono costituiti da letti di materiale poroso adatto ad ospitare un gran numero di batteri (responsabili dell'azione biologica purificante) sui quali l'acqua viene spruzzata continuamente; altri sono dotati di dischi filtranti rotanti che vengono immersi nell'acqua e poi posti a contatto dell'aria. Il problema dell'accumulo di sostanza solida che minaccia l'intasamento dei pori del materiale filtrante viene risolto in alcuni casi con l'immissione di un getto di acqua in senso contrario che rimuove tutti i detriti organici ed inorganici permettendone l'eliminazione in un sistema di scarico se presente. La gestione di un impianto "urbano" siffatto può essere facilmente condotta da una persona che abbia seguito un breve corso di apprendimento e abbia ben comprese le regole fondamentali in materia di chimica acquatica e fisiologia degli animali che intende allevare. Sempre nel paese a stelle e strisce negli ultimi due decenni sono stati sviluppati dei programmi didattici di scienze agrarie indirizzati agli studenti delle scuole secondarie. I sistemi a ricircolo hanno permesso in questo contesto di poter insegnare le basi dell'acquacoltura in scuole rurali di aree geografiche caratterizzate da scarsità di acqua naturale. In questo ambito è stato anche possibile trasferire diverse conoscenze necessarie per accrescere il bagaglio culturale di chi desidera avvicinarsi alla professione dell'allevatore di specie acquatiche. Ad esempio in un corso per imparare le tecniche di allevamento di pesci di acqua dolce sono state insegnate anche le basi per la comunicazione commerciale, la gestione d'impresa e la contabilità. Affascinante non è vero !? Nel nostro paese invece...???
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