L’Acquaponica: identikit di una rivoluzione verde-azzurra

ByRedazione AquaGuide

L’Acquaponica: identikit di una rivoluzione verde-azzurra

L’Acquaponica coniuga insieme l’Acquacoltura (ovvero l’allevamento di specie acquatiche quali i pesci e i crostacei) con la coltivazione Idroponica (ovvero la coltura di vegetali senza l’utilizzo della terra). E’ il matrimonio perfetto tra due sistemi di produzione alimentare ben
collaudati che si integrano in una relazione di simbiosi naturale.

Schematicamente un impianto acquaponico utilizza l’acqua di scarico delle vasche, dove vengono allevati ad esempio dei pesci, per irrigare gli speciali letti di crescita, privi di terra e concime, dove sono collocate le piantine da crescere.

L’acqua è ricca di sostanze nutrienti che vengono utilizzate dalle piante per il loro sviluppo, grazie alle ricche popolazioni batteriche, presenti nei letti di crescita, che si occupano di trasformare le sostanze di rifiuto in importanti elementi di crescita assorbiti dalle radici vegetali.

L’acqua così trattata in maniera naturale ritorna purificata nelle vasche per un nuovo ciclo.

Il ciclo dell’Acquaponica
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Un impianto di Acquaponica può essere mantenuto in equilibrio con un minimo apporto di energia esterna sotto forma di elettricità per alimentare pompe ed aeratori e con l’aggiunta del mangime per gli animali allevati.


Il consumo idrico, confrontato con quello dei sistemi di produzione separati l’uno dall’altro, è minimo con la necessità soltanto di rimboccare il livello dell’acqua di un quantitativo pari a quello perso soltanto con l’evaporazione e la traspirazione vegetale e pari al 10% dell’intero volume di acqua presente nell’impianto.

Gli agricoltori e i proprietari di serre agricole si stanno interessando all’Acquaponica anche per le seguenti caratteristiche positive:

* Minore dipendenza dall’acqua. Nell’agricoltura convenzionale l’acqua viene quotidianamente dispersa nel terreno e da qui persa per evaporazione, percolazione e dilavamento;

* Assenza di concimi e fertilizzanti chimici. Le sostanze nutrienti necessarie alla crescita delle piante sono fornite dalle vasche di allevamento e in maniera indiretta dall’alimentazione somministrata agli animali. Soltanto pochi elementi chimici come il ferro chelato devono essere occasionalmente aggiunti all’acqua dell’impianto;

* Minore fatica nella coltivazione delle piante. La possibilità di coltivare le piante senza terra elimina tutti i lavori tradizionali pesanti in agricoltura limitandoli alla plantumazione prima e quindi alla raccolta dei vegetali coltivati;

* Controllo biologico dei parassiti. L’impianto è mantenuto all’interno di una struttura coperta come ad esempio una serra tradizionale; oltre a poter mantenere una temperatura stabile all’interno (un fattore fondamentale per il buon funzionamento del filtraggio biologico dei letti di crescita e per ottenere una veloce crescita sia degli animali che delle piante), l’ambiente così controllato consente di utilizzare eventualmente soltanto trappole biologiche per l’eliminazione di organismi parassiti;

* Risparmio economico. L’eliminazione delle spese per l’acquisto di pesticidi, fertilizzanti, carburante per il trattore, e altre attrezzature necessarie per poter operare nell’agricoltura tradizionale, rende molto attraente questo nuovo tipo di produzione alimentare a contatto con la Natura e priva di veleni chimici;

* Produzione di alimenti naturali che incontrano la continua crescente domanda da parte di un mercato che è interessato a prodotti genuini, tracciabili e sani perchè stanco di essere soggetto ad alimenti alterati o sofisticati e protagonisti di scandali alimentari periodici (come il pollo alla diossina, la mucca pazza o il pangasio all’arsenico del Mekong).

* Gestione semplice. L’impianto può essere diretto da una persona che non abbia una preparazione tecnica universitaria ma che abbia una preparazione di base per la cura e l’allevamento di animali acquatici e di piante.

Esistono diverse modalità di impianto calibrate sulle specie allevate, sul quantitativo prodotto desiderato, sui parametri ambientali stabiliti e sugli obiettivi desiderati.
Gli impianti possono avere dimensioni variabili da una piccola serra di 8 metri quadrati, che fornisce vegetali e proteine animali ad una famiglia tutto l’anno, a sistemi commerciali capaci di produrre annualmente quasi 5 tonnellate di pesce utilizzando solo quattro vasche circolari da quasi 8.000 litri ognuna, con una produzione vegetale di 1.400 piante di lattuga o 5 tonnellate di basilico!

AquaGuide ha realizzato nel 2010 il primo impianto italiano produttivo sotto serra (foto e video) in provincia di Macerata nelle Marche mentre nel 2011 ha progettato e costruito il primo impianto italiano situato all’interno di un capannone industriale (foto). La nostra società segue la progettazione e l’installazione di altri impianti insieme con l’addestramento del loro personale operativo in partnership con Acquacoltura Italia Srl.


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