Progettare un centro di pesca sportiva moderno e remunerativo

DiRedazione AquaGuide

Progettare un centro di pesca sportiva moderno e remunerativo

In un’epoca in cui l’ambiente rappresenta, più che in altre, un reale ed insostituibile bene comune, il suo utilizzo si colloca in modo talmente preponderante da influire, condizionare e determinare il mosaico sociale a tutti i livelli.
L’ambiente, rappresenta da sempre lo spazio dove l’uomo ha attinto, prima imitando e poi sfruttando, il proprio sostentamento, fino a livelli tali da dover cautelare il bene comune dal proprio egoismo.

La creazione di parchi, oasi naturalistiche e laghi di pesca sportiva viene realizzata in tempi vicini ai nostri, inizialmente come privilegio di pochi e poi come effettiva risposta ad una necessità di preservazione e divulgazione del patrimonio faunistico, ittico e biologico.

E’ viva opinione che realtà ambientali finora trascurate o semplicemente sottostimate, soprattutto nel centro e sud dell’Italia, possano, sull’esempio di altre regioni ed altri paesi europei, essere riqualificate e ottimizzate dove l’unione “oasi naturale – attività alieutica (pesca sportiva) possa rappresentare una fonte paritetica di preservazione delle specie e di nuova risorsa economica, attraverso una gestione che tenga conto tanto degli aspetti socio–economici quanto di quelli di riduzione dell’impatto ambientale, da realizzarsi armonizzando le esigenze umane con il ciclo biologico dell’area individuata.


La realizzazione dell’oasi di pesca sportiva va oltre al semplice concetto di laghetto a pagamento: essa consiste nel ritagliare in una regione che può anche essere fortemente urbanizzata ed antropizzata, un sito dove l’utente può godere tanto dell’interazione con un ambiente naturale quanto usufruire di una serie di servizi per apprezzare al meglio le specie ospiti dell’oasi.

Attualmente la gestione dei laghi di pesca sportiva nel centro-sud dell’Italia si basa essenzialmente su due tipologie di scelte commerciali: laghi da ciprinidi (prevalentemente carpe, da cui carpodromo) in cui la pesca è subordinata al rilascio del pesce catturato, e laghi da salmonidi (prevalentemente trote nel periodo invernale) in cui è consentito attingere il pescato da parte del cliente.

Generalmente il singolo sito presenta entrambi gli aspetti in quanto il gestore possiede un singolo bacino; inoltre i cosiddetti “laghi a pagamento” sono rimasti quasi tutti fermi a tipologie gestionali di 30 anni fa, riuscendo comunque a mantenersi a galla nonostante subiscano continuamente la concorrenza degli altri laghi. La maggior parte di essi sono standardizzati come servizi e struttura, privi di caratteristiche funzionali più moderne e in linea con l’evoluzione dei pescatori e delle condizioni ambientali circostanti.
Attualmente la coscienza ambientalista del pescatore sportivo sta evolvendo verso canoni sempre più distanti dai concetti di cattura per fini alimentari e si spinge sempre più verso tipologie che prevedono il farsi immortalare con la preda e il successivo rilascio della stessa, esaltando in questo modo quei valori di sportività e di rispetto che la natura richiede.

I bacini idrici naturali, non sono più quelli di una volta dove si poteva trascorrere qualche ora in relax effettuando delle belle catture: le acque risultano essere spesso inquinate; i pesci sono presenti in numero inferiore rispetto agli anni 50; risulta essere molto difficile catturare un esemplare di notevoli dimensioni in ambiente naturale; è necessario possedere la licenza di pesca di tipo B che comporta un costo annuo e lunghi tempi burocratici per il rilascio della stessa.

Proprio per tutta questa serie di motivi, oggi, il pescatore si rivolge in misura maggiore verso i laghetti di pesca sportiva dove è ben contento di pagare un prezzo per l’accesso all’oasi che gli consente di non essere obbligato a detenere la licenza di pesca, di poter effettuare grandi catture da foto, di poter condividere quei momenti con tutta la famiglia, senza rischi, e godere di qualche ora in pieno relax.

Il progetto tecnico del centro di pesca sportiva privato offerto da AquaGuide in collaborazione con StudioGeta va oltre le scelte commerciali presenti nel centro-Italia, ponendosi in una fascia innovativa ed esclusiva in tutto il territorio nazionale, che garantisce interessanti prospettive di indotto economico superiori a quanto offerto dalle altre tipologie gestionali tradizionali.

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