Regolamento CE 2009 sull’acquacoltura biologica

DiRedazione AquaGuide

Regolamento CE 2009 sull’acquacoltura biologica

L’acquacoltura biologica protegge la salute dei consumatori umani riducendo l’esposizione totale ai prodotti chimici tossici sotto forma di medicinali, integratori alimentari e ormoni senza dimenticare i pesticidi che si accumulano nel terreno, in aria, in acqua e nella catena alimentare. Inoltre le metodologie di allevamento che contraddistinguono questo tipo di acquacoltura contrastno l’erosione superficiale del suolo, ne migliorano la fertilità, proteggono le acque superficiali qualitativamente e quantitativamente e conservano l’energia.

L’acquacoltura biologica è un’attività produttiva che:
– è ecosostenibile;
– riduce il rischio di alimentarsi con prodotti di origine dubbia oppure potenzialmente tossici;
– rispetta l’ambiente e le sue risorse naturali come l’acqua e la terra
– offre ai piccoli proprietari terrieri la possibilità di creare un prodotto di qualità potendone decidere anche il prezzo;
– ha un mercato in continua espansione alternativo a quello tradizionale
– produce alimenti con un gusto genuino naturale;
– non include l’utilizzo di organismo geneticamente modificati, rappresentando una fonte di alimenti ittici per i consumatori sensibili agli OGM.

Nonostante queste promesse positive nel mondo si continuano a coltivare molte varietà di specie diverse il cui allevamento mostra alcune difficoltà per poter essere convertito in maniera da aderire alle caratteristiche delineate nelle linee guida dell’acquacoltura biologica.
Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) il mercato potenziale per i prodotti ittici allevati con metodi biologici è in espansione in Europa oltre che negli USA. In Europa sono allevati salmoni, carpe e trote “biologici” già da diverso tempo grazie all’attenzione di singoli imprenditori e associazioni del settore dalla vista lungimirante. Nel Vietnam, in Perù, in Ecuador, in Cile e in Nuova Zelanda oltre che in Israele vengono prodotti con l’acquacoltura ecosostenibile molluschi, gamberi e tilapia corredati di apposita certificazione biologica.
Tuttavia ogni certificazione prende in considerazione parametri di valutazione oggettiva diversi e si differenzia tra paesi diversi. Sfortunatamente la difficoltà a trovare un codice di condotta comune ha impedito fino ad adesso all’acquacoltura biologica di potersi affermare in maniera pubblica e di poter incidere finalmente sulle scelte dei consumatori.

L’Unione Europea ha comunque recepito l’esigenza sia da parte degli operatori del settore sia da parte del mercato sensibile alle tematiche ambientali di doversi dotare di un codice almeno iniziale e ha prodotto il seguente regolamento la scorsa estate.

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