Archivio dei tag astacicoltura

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Come far fronte alla siccità in acquacoltura

Impiant di Acquacoltura a Ricircolo idrico - FAO

La sfida che dobbiamo tutti affrontare in questo inizio secolo è molto impegnativa: adeguarci a trovare soluzioni concrete ed affidabili per un utilizzo intelligente delle risorse idriche per la produzione alimentare a causa del globale aumento delle temperature e da un relativo depauperamento degli habitat naturali, fonte primaria di proteine animali.
Soltanto una piccola quota di tutta l’acqua presente sul nostro pianeta è dolce: il 3%, gran parte della quale è intrappolata nel ghiaccio delle calotte polari. La sua distribuzione non è uniforme ed è pertanto causa di conflitti feroci tra le popolazioni che vivono nei territori dove è più scarsa.

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Pillola 2 – LA SFIDA: Acquaponica rooftop con zattere galleggianti

acquaponica urbana rooftop

Seconda pillolona anti-crisi in cui il dott. Davide Di Crescenzo ci descriverà la struttura ed il funzionamento del sistema familiare – alimentato da un modulo acquaponico – a zattere galleggianti di polistirolo forato, nelle quali cavità, riempite con perlite, ha introdotto dei semi. Conclusa la fase di germinazione, le piantine che ne deriveranno, saranno trasferite in una zattera più grande, adibita con bicchieri di plastica – con dei piccoli fori sul fondo – riempiti per 2/3 di perlite e per 1/3 di argilla espansa.

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Un alieno in cucina: le opportunità sostenibili del gambero “molle”

Gambero rosso della Louisiana ( Procambarus clarkii ) durante la mutaPer gustarsi un piatto di gamberi tocca il viscido e poco elegante compito di staccarne a pezzi il carapace, con il risultato che nella maggioranza dei casi ci ritroviamo con una pappetta schiacciata sulle dita e della succosa polpa del gambero, solo una metà entra nelle nostre bocche.
E se invece al nostro ristorante preferito potessimo ordinare gamberi già sgusciati, pronti per essere cucinati e mangiati appena serviti? Non immaginereste quanto spesso mi è stato chiesto nel corso degli anni, nei quali ho insegnato le tecniche di allevamento degli astici nelle vasche artificiali.
Fortunatamente la risposta a questa domanda è un bel “si può!”. Si può decidere di servire gustosi astici rossi senza carapace – cioè il guscio che costituisce la loro corazza – potendo ottenere fino al 100% di carne commestibile per ogni consumatore.

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Memorie di un allevatore di gamberi di acqua dolce: Parte III

giovane ProcambarusDopo circa 20 giorni di incubazione e’ finalmente arrivato il tempo di appendere un centinaio di fiocchetti rosa e celesti fuori dalla porta; le uova infatti si sono schiuse sotto l’addome di mamma gambero e le giovani larve restano appese sotto di essa tramite sottili filamenti di muco solidificato per un periodo che va dai due ai tre giorni. Successivamente, quando il legamento si rompe, esse impiegano da 4 a 10 giorni per assorbire le sostanze nutritive accumulate nel loro sacco vitellino, rimanendo per tutto questo tempo attaccati con le loro minuscole chele anteriori ai pleopodi della madre.

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Memorie di un allevatore di gamberi di acqua dolce: Parte II

procambarus clarkiiBenvenuti al mio secondo articolo che tratta dell’allevamento del gambero di acqua dolce Procambarus clarkii.
Come avevo promesso nel mio primo scritto, desidero ora fornirvi qualche informazione di base riguardante la metodologia di accoppiamento in cattivita’ di questo crostaceo, mentre nel mio prossimo articolo vi descrivero’ come assicurarvi una soddisfacente percentuale di sopravvivenza delle larve ed un buona crescita dei giovani gamberi.

Cio’ e’ in contrasto con quanto vi avevo detto al termine del mio precedente articolo ma e’ mio parere che tale suddivisione tematica in capitoli distinti vi puo’ rendere maggiormente comprensibile il processo della riproduzione e primo accrescimento degli animali.

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Memorie di un allevatore di gamberi di acqua dolce: Parte I

moltiprocambarusIl mio interesse nei gamberi di acqua dolce e’ nato alcuni anni fa in seguito al mio diretto coinvolgimento in un progetto privato finalizzato allo studio delle reali possibilita’ di poter riprodurre alcune specie di questi crostacei come fonte di cibo. Inoltre i miei studi erano indirizzati ad individuare una metodologia per allevare questi animali in sistemi ad acqua ricircolata, abbastanza semplici da poter essere gestiti efficacemente anche da semplici agricoltori. In questo contesto la mia ricerca mi ha condotto a conoscere e studiare specie esotiche originarie di diverse parti del mondo (dall’Australia al Venezuela) e a tentare l’allevamento di alcune di esse con buoni esiti.

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